# Vendere usato online: DAC7 e quando aprire la partita IVA (2026) | Nett

> Vinted, Subito, Vendo online: con il DAC7 i tuoi dati vanno all

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In Italia vendere usato online è una delle situazioni dove la gente va più nel panico, di solito per un motivo sbagliato. Questo articolo non è una consulenza fiscale: serve a chiarire cosa cambia davvero con il DAC7 e quando entra in gioco la partita IVA.

Il motivo del panico arriva via email. Vinted o Subito ti scrivono per chiederti codice fiscale e dati. Quasi tutti leggono quel messaggio così: “ora devo pagare le tasse su quello che vendo”. Nella maggior parte dei casi non è vero.

Vediamo perché.

## Cos’è il DAC7 e perché ne senti parlare ora

DAC7 è una direttiva europea che l’Italia ha recepito con il Decreto Legislativo n. 32 del 1 marzo 2023. In pratica obbliga le piattaforme online (Vinted, Subito, Wallapop, eBay, Etsy, Depop e simili) a raccogliere e trasmettere all’[Agenzia delle Entrate](https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/scambio-automatico-di-informazioni-comunicate-dai-gestori-di-piattaforme-dac7/infogen-scambio-automatico-di-informazioni-comunicate-dai-gestori-di-piattaforme-dac7-imprese) i dati dei venditori e delle vendite.

Vale dal 1 gennaio 2023, e il primo scambio di dati è partito all’inizio del 2024. Le piattaforme [trasmettono entro il 31 gennaio](https://www.fiscooggi.it/portale/-/gestori-di-piattaforme-digitali-dati-all-agenzia-entro-il-31-gennaio) dell’anno dopo. Poi l’Agenzia gira l’informazione al paese UE dove risiedi. Tu ricevi una copia di quello che è stato comunicato.

Copre vendita di beni, servizi alla persona, affitto di immobili e noleggio di mezzi di trasporto. Qui parliamo solo della prima: la vendita di beni.

## Le soglie: 30 vendite o 2.000 euro

Una piattaforma deve segnalarti, per la vendita di beni, solo se in un anno solare (dal 1 gennaio al 31 dicembre) superi **almeno una** di queste due:

| Soglia | Valore |
| --- | --- |
| Numero di vendite | 30 o più |
| Incassato totale | più di 2.000 euro |

Sotto entrambe (meno di 30 vendite **e** 2.000 euro o meno), la piattaforma non ti segnala per quell’attività.

Due dettagli che cambiano tutto.

Primo: le soglie sono **per piattaforma**, non sommate tra app diverse. Vinted conta le sue, Subito le sue, eBay le sue. Puoi superarle su una e restare tranquillo su un’altra.

Secondo, e qui sta il nodo: essere segnalato **non vuol dire** dover pagare tasse. Superare le 30 vendite o più di 2.000 euro rende la tua attività visibile all’Agenzia. Non la rende automaticamente tassabile.

## Svuotare l’armadio non è un’attività

Vendere le tue cose usate (i vestiti che non metti più, un mobile vecchio, il telefono di due anni fa) in genere non è reddito tassabile in Italia. Non serve partita IVA. Vale anche se un singolo oggetto lo rivendi a più di quanto l’avevi pagato.

Il motivo è che non stai facendo intermediazione nella circolazione dei beni. Stai liberando spazio in casa. Di solito, tra l’altro, ci rimetti pure.

Il discrimine è l’intento. La Cassazione (sentenza 10117/2023) lega la linea all’intento speculativo, non a una cifra fissa in euro.

Due esempi per capire dove ti trovi:

-   **Svuoti l’armadio.** Vendi roba tua, usata, che avevi comprato per usarla. Non tassabile. Niente partita IVA.
-   **Compri per rivendere.** Prendi oggetti apposta per rivenderli più cari. Quello è un altro discorso.

## Comprare per rivendere è un’altra cosa

Se compri qualcosa con l’intento di rivenderlo a un prezzo più alto, il guadagno è tassabile. Anche se lo fai in modo occasionale.

Quel profitto (incasso meno i costi di acquisto e di vendita) è un reddito diverso ai sensi dell’[art. 67 del TUIR](https://www.brocardi.it/testo-unico-imposte-redditi/titolo-i/capo-vii/art67.html). Va dichiarato anche senza partita IVA.

Se poi questo comprare-per-rivendere diventa abituale e organizzato, non è più occasionale. Diventa commercio, e a quel punto la partita IVA serve.

## Quando la partita IVA diventa obbligatoria

La partita IVA come attività commerciale (regime forfettario o ordinario) scatta quando l’attività ha due caratteristiche insieme:

-   **Abitualità.** Vendere in modo sistematico, regolare e continuo. Non episodi sporadici.
-   **Organizzazione.** Mezzi organizzati: un marchio, profili social dedicati, spese in pubblicità, una struttura pensata per vendere.

Se vendi in modo davvero occasionale, niente partita IVA. Rientri nell’attività occasionale, e se c’è un guadagno tassabile lo dichiari come reddito diverso (art. 67 TUIR).

C’è un’esenzione pratica dalla dichiarazione per i redditi occasionali fino a 4.800 euro l’anno. Attenzione però: è uno sgravio sulla dichiarazione del reddito, non un via libera a fare commercio. Se l’attività è abituale e organizzata, la partita IVA serve a prescindere dall’importo.

L’IVA e la partita IVA entrano in gioco solo quando vieni inquadrato come impresa. Un privato che svuota l’armadio non addebita IVA e non apre niente.

## Dove ti collochi

Mettiamolo in chiaro con due colonne.

| Privato che svuota l’armadio | Attività commerciale |
| --- | --- |
| Vendi roba tua usata | Compri apposta per rivendere |
| Episodi sporadici | Vendite abituali e continue |
| Nessuna organizzazione | Marchio, profili dedicati, pubblicità |
| Non tassabile, niente partita IVA | Reddito tassabile, serve partita IVA |

Una cosa pratica: quando superi la soglia, la piattaforma ti scrive per farti inserire i dati fiscali (nome, codice fiscale o partita IVA, indirizzo) prima di poterti segnalare. Se ignori la richiesta, l’account può finire bloccato. Inserire i dati non significa accettare di pagare qualcosa. Significa solo che la piattaforma può adempiere al suo obbligo.

## Riassumendo, senza panico

Se vendi le tue cose usate, anche tanto, anche superando le soglie: ricevi una segnalazione, ma il reddito di solito non è tassabile e non apri partita IVA.

Se compri per rivendere: c’è un guadagno tassabile, da dichiarare. E se lo fai in modo abituale e organizzato, serve la partita IVA.

La cifra non è il punto. L’intento lo è.

Per i casi di confine, o se non sai con certezza dove ti trovi, parlane con un commercialista. Quello è il loro mestiere.

Una nota sola, per chiudere. Il giorno in cui apri la partita IVA, capire quanto di quello che incassi è davvero tuo e quanto va messo da parte per il Fisco diventa il problema di tutti i giorni. Se il comprare-per-rivendere è ormai attività economica, il primo passo è separare la tua parte da quella del Fisco: qui trovi una guida su [quanto accantonare per le tasse](/it/blog/quanto-accantonare-tasse-freelance-italia). [Nett](https://getnett.app/it/) ti aiuta a vedere quanto, di quello che entra, è davvero tuo.

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